Logistica & Supply Chain
Ariston, due agenti AI per i trasporti spot: da 2 ore a pochi minuti
Ariston Group ha costruito un agente su Teams per le richieste di trasporto straordinarie e un'app per caricare camion e container. Il caso mostra come ridurre il lavoro sui dati senza cambiare il gestionale.

Ariston Group, gruppo del comfort termico presente in oltre 70 Paesi, ha messo l'AI agentica dentro due attività logistiche molto concrete: le richieste di trasporto spot e la preparazione dei carichi. Nel primo caso il tempo per richiesta passa da circa 2 ore a pochi minuti. Nel secondo si risparmiano almeno 20 minuti per ordine. Per un responsabile logistica il punto interessante è il metodo: l'azienda non ha sostituito il sistema di gestione dei trasporti, ma gli ha messo davanti un'interfaccia conversazionale.
Il caso è stato raccontato da Gianmarco Baleani, AI and Digital transformation manager del gruppo, a un convegno al Politecnico di Milano.
Il problema: spedizioni fuori standard, dati incompleti
Le richieste di trasporto spot (in gergo RFQ, Request for Quotation) riguardano spedizioni non standard, straordinarie o fuori dalla quota contrattuale. Arrivano da più reparti: produzione, area commerciale, manutenzione.
Ariston ne gestisce circa 30-40 al mese. In passato ciascuna assorbiva circa 2 ore di lavoro complessivo, tra inserimento dei dati e scambi di informazioni. Chi chiedeva la spedizione spesso non conosceva le normative di riferimento e rischiava di compilare la richiesta in modo parziale o sbagliato. Il lavoro tornava quindi alla logistica sotto forma di domande, correzioni e solleciti.
Si può fare un conto semplice: 30-40 richieste per circa 2 ore sono nell'ordine di 60-80 ore al mese di lavoro. È una stima nostra, non un dato dell'azienda. Serve solo a dare l'ordine di grandezza di ciò che si libera.
Cosa ha costruito Ariston: l'RFQ Agent
L'azienda ha sviluppato un RFQ Agent con Microsoft Copilot Studio. La soluzione poggia su tre elementi:
- Interfaccia su Teams. Il richiedente dialoga in linguaggio naturale con l'agente e non deve accedere a un TMS (Transport Management System, il software che gestisce i trasporti).
- Dati e analisi. L'agente raccoglie le informazioni e popola elenchi SharePoint, oppure Dataverse. La visibilità arriva da dashboard Power BI con Copilot integrato.
- Comunicazioni. Un secondo agente gestisce gli scambi con le parti coinvolte via Outlook. L'infrastruttura è mantenuta dal team ICT interno.
Secondo Baleani i vantaggi sono tre: dati più affidabili, perché l'agente guida al rispetto delle policy aziendali; nessuna barriera d'uso del software; meno email interne. Il primo punto conta più degli altri. L'agente fa le domande giuste a chi non è del mestiere e la richiesta arriva completa fin dall'inizio.
Il secondo progetto: Load builder
Il secondo caso riguarda il carico dei materiali per gli ordini cliente. Saturare un camion o un container nelle richieste flessibili richiede molta personalizzazione, a differenza dei flussi standard.
Ariston ha sviluppato l'applicazione Load builder con un coding agent, cioè uno strumento che scrive codice a partire da istruzioni in linguaggio naturale. La fonte cita Claude Code, Codex e Cursor come esempi della categoria, senza precisare quale sia stato usato. L'app tratta circa 30-40 emissioni di ordini al giorno e fa risparmiare almeno 20 minuti per ordine, secondo una stima dell'azienda. Si inserisce nel contesto operativo e capisce anche lo slang e i termini tecnici del personale di magazzino durante la preparazione dei carichi.
Governance: il rischio delle micro-app
Generare un'applicazione in pochi minuti è comodo, ma Ariston ne indica i rischi. Se in un gruppo con oltre 10mila dipendenti ciascuno costruisse le proprie app senza una regia, nascerebbe una shadow AI: strumenti non controllati, fuori dai radar dell'IT. Baleani parla di caos informatico.
C'è anche un tema di sicurezza. I coding agent lavorano prendendo il controllo del terminale dell'utente e possono quindi accedere a dati sensibili, comandi e screenshot. Per questo Ariston chiede di farli operare in sandbox protette e isolate.
Baleani aggiunge una domanda strategica per i dirigenti: l'app chiude una falla locale, oppure bisogna ridisegnare l'intero processo in chiave AI? Non tutto ciò che si può automatizzare va automatizzato così com'è.
Le persone: la formazione
L'analisi interna prima del piano formativo ha mostrato tre gruppi: pochi curiosi che usano molto l'AI, una grande maggioranza che la usa poco o niente, e una quota che la usa male. Ne derivavano un divario di produttività e la mancanza di un linguaggio comune.
La risposta è un modulo di 4 ore per piccoli gruppi. Le prime 2 ore coprono funzionamento, rischi e strutturazione dei prompt. Le altre 2 trattano concetti come Agent Skills, MCP e RAG, con esercitazioni su casi reali. L'accento è sulla formulazione del problema e sulla verifica critica dell'output, non sul prompting di base.
Cosa può imparare un manager
- Parta dalle richieste straordinarie. Sono poche, ripetitive nella raccolta dati e costose in tempo. Con 30-40 casi al mese il beneficio si misura facilmente.
- Metta l'agente davanti ai sistemi esistenti. Ariston ha usato Teams, SharePoint e Power BI, strumenti già in azienda, senza imporre un TMS a chi chiede una spedizione una volta ogni tanto.
- Faccia raccogliere i dati completi all'origine. Un agente che guida il richiedente secondo le policy riduce le correzioni a valle.
- Fissi le regole prima di usare i coding agent. Sandbox, un presidio centrale e il coinvolgimento dell'ICT evitano la proliferazione di app non governate.
- Formi sul problema, non solo sullo strumento. Saper definire un problema e verificare la risposta conta più di un buon prompt.
Domande frequenti
Come ha fatto Ariston a ridurre il tempo delle richieste di trasporto spot?
Ha sviluppato un RFQ Agent con Microsoft Copilot Studio, accessibile su Teams. Il richiedente dialoga in linguaggio naturale senza usare il TMS, e l'agente raccoglie i dati e popola elenchi SharePoint o Dataverse. Il tempo per richiesta passa da circa 2 ore a pochi minuti.
Quali rischi comporta lo sviluppo di app con i coding agent?
Il rischio principale è la shadow AI, cioè app non controllate fuori dai radar dell'IT: in un gruppo con oltre 10mila dipendenti sarebbe caos informatico. C'è anche un tema di sicurezza, perché i coding agent prendono il controllo del terminale e possono accedere a dati sensibili. Per questo Ariston chiede di farli operare in sandbox protette e isolate.
Come ha impostato la formazione sull'AI?
Dopo un'analisi che ha distinto pochi curiosi, una grande maggioranza che usa poco l'AI e una quota che la usa male, ha previsto un modulo di 4 ore per piccoli gruppi. Le prime 2 ore coprono funzionamento, rischi e strutturazione dei prompt; le altre 2 concetti come Agent Skills, MCP e RAG, con esercitazioni su casi reali.