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Morgan Stanley mette tre agenti AI al servizio di clienti e consulenti

Nella divisione di gestione patrimoniale, un agente per i clienti, uno per il servizio e uno per i consulenti: tutti dentro confini precisi e con supervisione umana.

Morgan Stanley Servizi finanziari, Stati Uniti 4 min di lettura Testo generato con l'AI

Morgan Stanley non ha scelto un unico assistente AI buono per tutti. Nella divisione di gestione patrimoniale, la banca americana ha costruito tre agenti distinti, ciascuno con un compito e un pubblico diverso: i clienti, il personale di servizio e i consulenti finanziari. Il racconto arriva da Hina Shamsi, responsabile tecnologia della divisione, ed è utile perché mostra come si organizza l'AI quando il rischio di errore è alto.

Il contesto: prima i dati, poi gli agenti

Secondo Shamsi, il lavoro visibile oggi poggia su anni di investimenti in tecnologia moderna e in fondamenta dei dati. Circa otto anni fa la divisione ha cambiato il modo di organizzare le informazioni: invece di ragionare conto per conto, ha iniziato a guardare l'intera relazione con ciascun cliente.

Questo passaggio ha aperto la strada al machine learning, compreso uno strumento di "next-best action". In pratica, un sistema che suggerisce al consulente quale passo compiere con un cliente, a partire da una visione più ampia del suo portafoglio. Non decide al posto della persona: indica la mossa successiva più sensata.

Shamsi lo dice senza giri di parole: gli agenti sono buoni quanto il contesto e i dati che hanno a disposizione. Per questo la banca continua a investire in piattaforme dati, contesto e nel cosiddetto livello semantico, cioè quello strato che spiega ai sistemi cosa significano davvero le informazioni, in modo che l'AI generativa e gli agenti possano interpretarle.

Tre agenti, tre mestieri

L'uso dell'AI nella divisione è passato da strumenti conversazionali, utili per compiti isolati, a sistemi orchestrati che gestiscono flussi di lavoro attraverso più piattaforme aziendali. L'idea è che l'agente esegua lavoro per conto di un consulente o di un addetto al supporto, mentre decisioni e controllo restano alle persone.

Gli agenti sono tre.

  • L'agente per i clienti. È già stato rilasciato. Permette di fare domande in linguaggio naturale e di completare operazioni comuni. È descritto come la prima versione di un assistente virtuale, destinata a diventare più specifica sui singoli conti e a offrire un supporto più contestuale man mano che matura.
  • L'agente per il servizio. Affianca gli assistenti che rispondono ai clienti. Recupera informazioni ed esegue azioni come movimenti di denaro, apertura di conti e modifica dei beneficiari. Shamsi parla di guadagni di produttività, senza però quantificarli. L'obiettivo dichiarato è automatizzare i compiti di routine perché i professionisti del supporto dedichino più tempo ad attività a maggior valore.
  • L'agente per i consulenti. Aiuta nelle attività quotidiane e permette al consulente di indirizzare il lavoro senza svolgere a mano ogni passaggio. Nelle parole di Shamsi, si tratta di togliere attrito da ciò che i consulenti devono fare.

Vale la pena notare la differenza di rischio. Un agente che risponde a domande è una cosa; uno che sposta denaro o cambia un beneficiario è un'altra. Che la banca abbia affidato proprio queste azioni all'agente di servizio spiega perché il tema dei controlli occupi tanto spazio nel racconto.

I guardrail non sono un dettaglio

Man mano che le capacità degli agenti crescono, sostiene Shamsi, i controlli diventano più importanti, non meno. Gli agenti non possono avere autonomia illimitata: operano dentro confini definiti con precisione. Quei confini stabiliscono quali informazioni l'agente può consultare, in che modo può accedervi, quali azioni può compiere e in quali momenti deve intervenire una persona.

La responsabile ribadisce che non si può sottolineare abbastanza l'importanza di guardrail, permessi, monitoraggio e supervisione umana. Non è una formula di rito: è la condizione che rende accettabile far eseguire a un software operazioni sensibili in un contesto regolamentato come quello bancario.

Cosa manca

L'articolo non riporta cifre. Non ci sono percentuali di tempo risparmiato, importi, né il numero di clienti o consulenti che usano gli agenti. Il caso va quindi letto per ciò che è: un modello organizzativo, non una dimostrazione di ritorno sull'investimento. Chi cerca numeri da portare in un budget dovrà guardare altrove, o misurare in proprio.

Cosa può imparare un manager

  • Separare gli agenti per ruolo. Cliente, personale di servizio e consulente hanno bisogno di cose diverse e corrono rischi diversi. Un agente per ciascun pubblico è più facile da controllare di uno solo che fa tutto.
  • Investire nei dati prima di comprare l'agente. Morgan Stanley parla di anni di lavoro su dati e livello semantico. Senza informazioni ordinate e leggibili, l'agente resta mediocre.
  • Definire i confini per iscritto. Cosa può vedere, come ci arriva, cosa può fare, quando chiama una persona: sono quattro domande da porsi per ogni agente, prima del lancio.
  • Partire dal supporto interno. L'agente di servizio lavora accanto a persone che ne controllano l'operato. È un terreno più sicuro del contatto diretto con il cliente.
  • Misurare fin dall'inizio. Qui i guadagni di produttività non sono quantificati. Se volete difendere un progetto simile, scegliete in anticipo gli indicatori, come tempi di pratica o errori.

Domande frequenti

Quali agenti AI usa Morgan Stanley nella gestione patrimoniale?

Sono tre. Un agente per i clienti, che risponde in linguaggio naturale e completa attività comuni, uno per gli assistenti di servizio e uno per i consulenti. Si affiancano a un sistema di machine learning che suggerisce ai consulenti la prossima azione da proporre ai clienti.

Gli agenti AI di Morgan Stanley possono muovere denaro da soli?

L'agente di servizio può eseguire azioni come movimenti di denaro, aperture di conti e modifiche dei beneficiari, ma lavora dentro confini definiti. Quei confini stabiliscono cosa può consultare, cosa può fare e quando deve intervenire una persona.

Quali risultati ha ottenuto Morgan Stanley con questi agenti?

La fonte parla di guadagni di produttività ma non fornisce cifre: nessuna percentuale, nessun importo, nessun dato sugli utenti. Il caso descrive soprattutto il modello organizzativo e le condizioni, cioè dati solidi e supervisione umana.

Fonti

Testo generato con l'intelligenza artificiale a partire dalla fonte citata, che fa fede per dati e citazioni. La redazione seleziona e approva i casi ma non rivede ogni testo prima della pubblicazione. Errori? Scrivi a info@aistrategymanager.com. Il nostro metodo.

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